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CONOSCERSI

SINTOMI FISICI - DESTINO O TRAUMA ?
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RITROVARE SE STESSI  NELLA FRASE DELL’INTENZIONE
Usare il metodo della costellazione in modo completamente diverso da quello “tradizionale” per incontrare noi stessi.
Un cammino importante, orientato verso la nostra personalità e la nostra vera identità che ci porta a vederci e ad amarci veramente, a riconoscere e accogliere seriamente i nostri bisogni e diventare sempre più autonomi e sicuri di noi.
La prima vera e sana relazione è quella con noi stessi. Raggiunta, questa ci potrà permettere in seguito di poter avere delle relazioni buone e costruttive con tutto ciò che ci circonda, la vita e le altre persone.
Le sedute “d’incontro con se stessi” possono avvenire individualmente oppure in seminari di gruppo.
Per poter lavorare, in entrambi i casi, è importante che il cliente abbia “una frase dell’intenzione”. 
Questa frase, con le sue singole parole, sarà la base di lavoro.
 
Trattandosi dell’incontro con noi stessi e la nostra identità è fondamentale la parola “IO” nella frase che sarà la fonte delle informazioni su noi stessi. 
Durante il lavoro nei seminari di gruppo, il cliente avrà a disposizione gli altri partecipanti che potrà scegliere come rappresentanti e che entreranno in risonanza con le singole parole, mostrando la dinamica in esse, e tra di loro, contenute.
Siamo seduti tutti in cerchio e la persona che desidera lavorare si siede vicino a me. Si inizia sempre con l’individuare la frase dell’intenzione e scriverla sulla lavagna. Ora il/la cliente sceglie con quale parola iniziare e chiede ad una persona presente se vuole entrare in risonanza con questa parola. Lo prende per mano e lo accompagna nel cerchio. Il/la rappresentante ora segue le sensazioni e le emozioni che gli arrivano e si può muovere di conseguenza, comunicando quanto accade al/ alla cliente. Quando il cliente ha ottenuto abbastanza informazioni può scegliere la prossima parola e assegnarla ad un secondo partecipante.
Durante tutto il lavoro accompagno sempre il cliente e porto la sua attenzione alle sue sensazioni.
Alla fine del lavoro il cliente rilascia singolarmente ogni rappresentante dal ruolo che ha intrapreso. 
Il lavoro individuale si svolge con l’utilizzo di feltri colorati (scelti dal cliente durante il lavoro) che rappresentano le varie parole e con i quali il cliente entrerà in risonanza.
La seduta individuale si svolge soltanto tra me e il/la cliente. Se si desidera si può iniziare descrivendo la propria situazione alla quale si vuole lavorare.
Nel passo successivo faccio scrivere la frase dell’intenzione sulla lavagna e chiedo al/alla cliente di scegliere con quale parola desidera iniziare.
Per questa parola il/la cliente sceglie ora uno dei tanti feltri colorati a disposizione. Lascio che il/la cliente cerchi un buon posto dove porre questo feltro sul pavimento nella stanza. Invito il/la cliente a “sentire” cosa si muove dentro di lui/lei, lo accompagno nei suoi pensieri, nelle sue emozioni e gli rifletto cosa vedo dall’esterno. Quando abbiamo abbastanza informazioni lo invito a scegliere una seconda parola e un feltro anche per essa. Lavoro con lui/lei per scoprire cosa succede quando entra in contatto passo dopo passo con la sua frase dell’intenzione e le sue parti rappresentate in essa. Guardiamo cosa cambia e come può entrare in un buon contatto con il suo “io”. Per avere maggiori informazioni mi posiziono, spesso su richiesta del cliente, sui vari feltri e comunico le sensazioni e le emozioni che mi arrivano.
Questo permette al/alla cliente di aprire una nuova visuale sulla dinamica della connessione tra il proprio io e la sintomatologia fisica.
Alla fine del lavoro riflettiamo insieme cosa si è mostrato, come capire l’esperienza fatta e quali potrebbero essere i prossimi passi. 
La frase dell’intenzione
Per poter intraprendere il nostro viaggio di esplorazione interiore abbiamo bisogno di una intenzione chiara che ci possa portare ad una risposta soddisfacente alla fine del lavoro. Il desiderio di cambiamento, vedere il blocco e la soluzione del nostro problema, il nostro obiettivo.
E’ importante che la frase dell’intenzione sia abbastanza breve e che contenga anche la parola “io”.
L’”io” è fondamentale perché si tratta di noi, la nostra identità, il nostro corpo, la nostre vita. Noi esseri umani siamo dotati di consapevolezza e a partire dal secondo anno di vita abbiamo iniziato a sviluppare l’auto- consapevolezza. 
La teoria alla base di questo metodo

 

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